come ottenere il massimo da Facebook

Come ottenere il massimo da Facebook

Marketing digitale

Come ottenere il massimo da Facebook? Una lista di consigli semplici e veloci mirati ai proprietari e dirigenti di piccole aziende che spesso si dimenticano che i Social media sono risorse preziose ma solo se utilizzate nel modo giusto.

Twitter! gaurdate cosa ho scoperto

Amavo Twitter e poi guardate cosa ho scoperto…

Marketing digitale

Come voi, amavo Twitter e mi divertivo a twittare all’impazzata tutto il dì: condividevo le mie idee, le notizie interessanti, catturavo la giusta attenzione con gli #hashtag più creativi. Il sogno si è infranto, svanito per sempre, dopo aver letto una notizia a dir poco schoccante su Twitter e la sua affidabilità

Il marketing della paura: pubblicita’ shock

Marketing digitale, Offline Marketing

Con marketing della paura si fa riferimento a quel filone dello shock advertising (lett. Pubblicità scioccante) che propone spot che suscitano emozioni negative, legate appunto alla paura e all’apprensione. Questo tipo di pubblicità è molto diffuso in Inghilterra ed in America, ma è quasi sconosciuto all’Italia. In Inghilterra, un’esempio di pubblicità shock è quella che si trova sui pacchetti delle sigarette che riportano foto disgustose di polmoni pieni di catrame o cadaveri; questo genere di promozione attraversa vari canali e luoghi: tv, metropolitana, cartellonistica e via dicendo.

Questa differenza culturale presentata è molto interessante perché potrebbe costituire un’opzione inesplorata nel saturo universo pubblicitario italiano, prima di discutere più a fondo la questione, è meglio riscaldare l’atmosfera con una pubblicità shock inglese di Save The Children 

Questi spot sono molto comuni in televiosne e fanno parte del filone dello shock advertising atto a suscitare paura, angoscia, ansia e tristezza. Nel prossimo paragrafo sarà analizzato anche l’altro filone che invece è legato allo sconvolgimento della morale.

Pubblicità shock all’italiana

Come abbiamo già detto in Italia il fenomeno della pubblicità shock non è molto popolare, almeno nel filone fear arounsing, ovvero gli spot che generano paura. Alcuni attribuiscono questa mancanza al nostro Codice dell’Autodisciplina Pubblicitaria che vieta le forme di sponsor che suscitano paura. Quindi in Italia assieme alle pubblicità ingannevoli sono vietate anche quelle del terrore/orrore.
In effetti, lo stesso tema della pubblicità shock è perlopiù assente dai motori di ricerca, se ne trova menzione solo in pochi blog italiani.

Tuttavia, in Italia esistono le pubblicità shock, quelle afferenti al filone che mira a creare un’emozione di sbigottimento e turbamento nello spettatore: lo spot che vuole scandalizzare, presentare oscenità, violare la morale. Un esempio ne è il celebre Light Blue di Dolce e Gabbana.

Questo tipo di pubblicità sono comuni per i marchi di lusso, che spesso presentano i loro prodotti in associazione alla lussuria, il desiderio e la prestanza fisica.
O ancora i cartelloni pubblicitari che ciclicamente vengono bannati perchè distraggono gli automobilisti o indignano le mogli, come quello di Belen Rodriguez.

Se riflettete sul panorma pubblicitaro italiano vi verranno in mente moltissimi spot che si avvicinano alla pornografia: pubblicità scioccante del filone dell’ “Indignazione”, in teoria anche questo perseguibile dal Codice dell’Autodisciplina Pubblicitaria che vieta l’uso della pornografia.

Pubblicità shock sì o no?

Fin qui, abbiamo capito che l’Italia abbraccia solo la Pubblicità shock filone scandalo, ma non quella legata alle emozioni di paura e compassione, ma perché?

Forse è il nostro temperamento latino che ci fa preferire questo tipo di spot e bannare l’altro?
No, la mia spiegazione è diversa. Io penso che sia un fattore culturale, che si traduce in abitudine. Mi spiego meglio: noi Italiani siamo abituati a vedere nella pubblicità scene di nudo, particolarmente sexy ed ormai non ci facciamo più caso, ci sembrano normali.SHOCK ADVERTISING- pubblicità shock

Proprio per questo motivo in Italia proliferano questo tipo di spot, al contrario nella nostra cultura non rientra la pubblicità shock incentrata sulla paura: un timore scaturito che ci fa riflettere e lascia il segno non è ammissibile.
Certo che, noi Italiani siamo proprio strani, abbiamo il Papa, ci professiamo cattolici e poi accettiamo l’erotismo e non la paura che ci fa riflettere.

La questione sull’efficacia dello shock advertising resta aperta. Io penso che a lungo andare esso non sia molto efficace, ma che colpisca nei prima giorni di lancio e poi, come nel resto delle tattiche di marketing, l’assuefazione fa il suo corso.

Quindi lanciare una bella pubblicità shock che incuta timore sarebbe una bella mossa strategica in Italia: scatenare paura, angoscia, far riflettere in modo violento e scuotere le coscienze è il modo ideale per destare attenzione; i primi marchi che effettueranno questo passo nel nostro panorama potranno godere del vantaggio dei first movers.

Differenziazione-Francesca-Bandini

Quando la differenziazione ha il sapore dello yogurt

Offline Marketing
Differenziazione-Francesca-Bandini

n 10 Yogurt acquistati: gusti nuovi

Lo yogurt  piace proprio a tutti, anche a te scommetto, ma c’è un’azienda di yogurt in particolare per tutti i palati: la Müller. Personalmente, non ho mai conosciuto nessuno che disdegnasse uno yogurt del famoso brand che sia uno yogurt greco, uno con i cereali o al riso.

Lo yogurt Müller mette tutti d’accordo grazie alla strategia di differenziazione che persegue da anni.

Tramite la differenziazione dei suoi prodotti,e non solo, l’azienda  rimanere competitiva dal 1896.

 Müller e la sua strategia di differenziazione

L’azienda Muller risale al lontano 1896, al tempo si trattava di una piccola azienda di prodotti caseari della Bavaria (Germania), si sviluppa in una vera e propria idea di business più tardi, quando nel 1971 Theo Müller Dairy comincia la sua impresa con soli 4 dipendenti. Un’idea vincente che grazie alla qualità dei prodotti e all’innovazione continua oggi conta ben 20 000 dipendenti e un fatturato di circa 4,9 miliardi di euro annui.

differenziazione-Muller

L’azienda Müller vanta due strategie di differenziazione, una corporate e una di business.

  • Differenziazione corporate: riguarda la differenziazione in termine di mercati, infatti, l’azienda non solo controlla altri marchi di prodotti caseari, ma possiede anche società di imballaggio e aziende che producono piatti già pronti.
  • Differenziazione di business: questa strategia riguarda la variazione dell’offerta all’interno della singola linea, per esempio prodotti che rispondono ad esigenze diverse. Appunto, pensate allo yogurt Müller, quante versioni conoscete? Quante volte durante l’anno esce un’edizione limitata che vi invoglia all’acquisto?

La differenziazione di prodotto è l’arma vincente dell’azienda Müller, che propone gusti diversi e unici, che nessun concorrente offre, basta dare uno sguardo al sito web dello yogurt Muller mix per rendersi conto della vastità del fenomeno e dell’incredibile differenziazione dall’azienda.

Quale altra azienda potrebbe mai produrre lo yogurt al tè indiano + palline di cioccolato e zenzero? Assaggiatelo è delizioso.

Questa strategia di differenziazione consente di avere un vantaggio competitivo assoluto: i concorrenti sono pressoché assente e i clienti sempre soddisfatti, perché vi sono yogurt per tutte le esigenze e i gusti si rinnovano continuamente, stando al passo con i tempi.

La differenziazione di Müller è il marketing che ci piace

La strategia di differenziazione di Müller non solo garantisce un vantaggio competitivo assoluto, ma è anche un esempio di marketing intelligente e dimostra un’abilità manageriale non indifferente. Perché?

Perché il marketing Müller anticipa, identifica e soddisfa le esigenze dei consumatori. La strategia è perseguita creando varie linee di prodotto e all’interno della stessa linea costruire ulteriori differenziazioni.

Ecco alcune proposte:

  • Yogurt goloso: per gli amanti del gusto
  • Yogurt a basso contenuto di grassi, per chi è attento alla linea
  • Yogurt di riso per chi vuole uno spuntino sostanzioso
  • Yogurt fantasioso sia per gli ingredienti che per i nomi per quelli a cui piace cambiare.

Le linee non finiscono qui e se pensate che in ogni paese si trovano prodotti diversi potete capire la portata del fenomeno: Müller è un’azienda vincente che riesce a stare al passo con i tempi, le mode e le tendenze, non rinunciando però alla qualità.

Müller  ci piace perché delizia i clienti, li invoglia e li fa sognare e gli fa scoprire di desiderare lo yogurt al tè con le palline di cioccolato all’arancio.